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Arrivare
a Bellaria
Da
bambino ricordo che con i miei genitori, a volte venivo
a Bellaria, a fare visita a dei parenti. Da bambini,
si sa, tutto è dilatato, amplificato. Comunemente, simili
ricordi nel tempo dell’infanzia, assumono, nel rivisitarli,
anche solo mentalmente o con l’aiuto di una vecchia
fotografia, un aspetto antico e distorto, differente,
a volte persino buffo. Ricordo ad esempio, i dieci chilometri
da percorrere come un tratto di strada interminabile
e pieno di curve. Poi ricordo anche, che i parenti vivevano
fra la ferrovia ed il mare, in un labirinto di stradine
strette, molto strette.
Oggi, a ripercorrerle, queste vie, mi pare siano ancora
più strette. Forse perché sono passati molti anni e
la mia memoria non funziona bene. Forse perché tutte
queste stradine, sembra portino a pensionialberghizimmerfrei,
con vetrate e balconi (tutti, troppi?) con vista mare.
Perché Bellaria è una città che vive di turismo. Un
turismo che apprezza in noi romagnoli l’ospitalità,
la cucina e l’allegria. Di turisti, che ritornano, fortunatamente
ce ne sono tanti, per l’economia bellariese e romagnola,
nonostante i problemi delle nostre spiagge e del nostro
mare, stanco e un po’ malato.E le stradine di Bellaria
troppo strette.
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