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Ombre
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OMBRE
(Italia 1993)
Sono
sempre stato affascinato, da tutto quello che non è
definitivo, che non diventa una pagina che si chiude,
ma lascia a chi viene dopo la possibilità di aggiungere
qualcosa. Come un bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno,
un racconto che apre finestre e orizzonti, un’ immagine
che si allarga e prosegue oltre la sua cornice. Dalla
sensazione di intravisto che esercita un’ombra, ponte
naturale fra il reale e l’immaginario. E dal desiderio
di raggiungerla mentre si allunga all’infinito. Prima
di scomparire.

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Ombre
quotidiane …
una
lettura di linee distorte,
forme e figure in continuo movimento.
Ombre erette come barriera invisibile,
linea di demarcazione,
terra
di nessuno,
fra realtà e fantasia.
Le osservo allungarsi,
sempre più lunghe e sottili,
distanti dalle proprie radici:
desiderio
di fuga!
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