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Messico
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Messico (1993)
Al Subcomandante Marcos è giusto attribuire il merito di avere utilizzato
le nuove vie di comunicazione, internet soprattutto, di essere riuscito
a eludere chi voleva che la rivolta zapatista indigena del Chiapas
restasse circoscritta, e che le violenze dell’esercito messicano
e dei mercenari al soldo dei terratenientes, avvenissero indisturbate
e senza nessuna eco nella stampa mondiale. Forse per questo gli
atti di violenza, sempre cruenti ed eccessivi - sia chiaro - non
si sono moltiplicati come in altri stati messicani, come nello stato
di Guerrero per esempio, dove i campesinos e gli indios non hanno
la possibilità di fare conoscere al mondo le loro condizioni di
vita.
Il viaggio in
Messico, avvenuto un anno prima, fu soprattutto indirizzato alle
visite dei grandi siti archeologici nei dintorni di Città del Messico,
Palenque e tutto lo Yucatán. Ma nel Chiapas, in alcuni villaggi
nei dintorni di San Cristóbal de las Casas non fu difficile percepire
un’aria strana, di attesa. Mesi dopo seppi perché, quando il primo
gennaio 1994, contemporaneamente al Nafta -l’accordo di libero scambio
fra Canada, U.S.A. e Messico- ci fu l’insurrezione degli indigeni
zapatisti in diverse città del Chiapas. Spettacolare, programmata
e che ebbe grande risalto nella stampa di tutto il mondo. Come se
fosse ancora vivo il Che, e non solo le sue idee di giustizia.

…”Qui, per il
visitatore, per il turista occidentale, è più facile che altrove
misurare la distanza che lo separa dalle popolazioni indigene. Basta
una passeggiata intorno alla chiesa di Santo Domingo per rendersi
conto drammaticamente, dopo i primi momenti di stupore e meraviglia,
che il rapporto con quel mondo si ferma all’acquisto di una bambola
di pezza o di un braccialetto di fili di lana. E che, se è difficile
ottenere un sorriso, è impossibile comunicare, e non solo per problemi
di lingua. Giacche a vento in supertessuti ipersintetici, huipiles
ricamati, Nikon, orologi digitali e bambini abituati a chiedere
l’elemosina appena in grado di camminare, si mescolano senza soluzione
di continuità. Anche senza cadere nel pietismo o nella demagogia,
c’è, evidente, qualcosa di distorto, qualcosa di triste, di difficile
da digerire. Ma questo è un discorso che porterebbe lontano.”
Gianni Morelli (brano tratto dalla guida Clup sul Messico)

…”Basta vedere
come li abbiamo ridotti, per capire come ci siamo ridotti.”
Jean
Paul Sartre
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Bassorilievo di volto maya sul muro del
Palazzo a Palenque
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Palenque,
il Palazzo
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Palenque,
vista del Tempio Delle Iscrizioni e del Palazzo
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Uxmal, il Quadrilatero delle Monache
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Uxmal,
la Piramide dell’Indovino e il Quadrilatero delle Monache
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Chichén
Itzá, la piramide di Kukulcán vista dal gruppo delle Mille
Colonne
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Chichén Itzá, il campo da gioco della
pelota
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Chichén
Itzá, il Chac Mool e la piramide di Kukulcán
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Tulum
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Il canyon del Sumidero
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Festa
dei Parachilos a Chiapa de Corzo
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Le genti al mercato di San Cristóbal
de las Casas
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Le genti al mercato di San Cristóbal
de las Casas
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Buona lettura:
Angeles Mastretta “Donne dagli occhi grandi” (Giunti)
Angeles Mastretta “Male d’amore”(Feltrinelli)
Angeles Mastretta “Puerto libre” (Giunti)
Carlos Fuentes “La morte di Artemio Cruz” (Saggiatore)
Elena Poniatowska “Fino al giorno del giudizio” (Giunti)
Elena Poniatowska “Tinissima” (Frassinelli)
Gianni Morelli “Messico” (Clup)
Henry Cartier Bresson - Carlos Fuentes “Messico 1934-1964” (Hardcover)
John L. Stephens “Incident of travel in Yucatan” (Panorama)
Paco I. Taibo II° “Arcangeli” (Saggiatore)
Pino Cacucci “Demasiado corazón” (Feltrinelli)
Pino Cacucci “La polvere del Messico” (Mondadori)
Pino Cacucci “San Isidro futbol” (Metrolibri)
Pino Cacucci “Tina” (Interno giallo)
“Tina Modotti, gli anni luminosi” (a cura di Valentina Agostinis,
Biblioteca dell’immagine)
Wilfried Westphal “I Maya” (SugarCo)
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