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Spagna





SPAGNA
(1999-2000)


Ho l’impressione, mettendo ordine alle immagini scattate nei due viaggi nella penisola iberica, di avere trattato ingiustamente questo paese, ricco di storia e tradizioni, come pochi al mondo, per trasformarlo, riducendolo ad un luogo di transito, un punto obbligato di un passaggio, per arrivare altrove. Affermo questo e penso alla Spagna come al ponte naturale fra l’Europa e le terre oltre Atlantico; ai porti di Galizia ed ai suoi emigranti; alle città dell’Estremadura che diedero i natali ad alcuni dei più spietati conquistadores; alla città di Cadice, le cui stradine ed il lungomare sono molto più di un vago ricordo habanero. Poi, ho articolato il percorso visivo di questo “falso reportage” fra le storie ed i dualismi del suo recente passato, della guerra civile, al fascino dell’antico Camino de Santiago, ai paesaggi lunari del territorio vicino ad Almeria, simile ad un’unica immensa serra di plastica, dal mare alle colline. Due viaggi non sono bastati a soddisfare la nostra voglia di viaggiare in questo esteso paese dai mille volti. Forse per questo, fra le tante meteoriti, che una notte a Cabo de Gata abbiamo visto sfrecciare, una, ed il conseguente desiderio li abbiamo dedicati alla voglia di tornarci. Per conoscerla meglio, per capirla, ed amarla.

“In Aragona”
(1999)
“Cáceres”
(2000)
“Monumento a F. Pizarro a Trujillo” (2000)
“Lungomare di Cadice”
(2000)


“Mercato del pesce a Cadice” (2000)
“Cabo de Gata”
(2000)
“Paesaggio a El Ejido”
(2000)
“Villaggio vicino Granada”
(2000)


“…Non è dimostrabile, eppure io ci credo: nel mondo ci sono luoghi in cui un arrivo o una partenza vengono misteriosamente moltiplicati dai sentimenti di quanti nello stesso luogo sono arrivati o da lì ripartiti. Ormai i viaggi non durano anni, sappiamo dove andare e anche le probabilità di tornare sono molto più alte. Sotto il portico d’ingresso della cattedrale di Santiago di Compostela si erge una colonna di marmo che reca l’impronta di profondi solchi; una sorta di “zampata” o sigla espressionistica di grande impatto emotivo prodotta da milioni di mani, tra cui la mia. Ma è già una forzatura, se dico “tra cui la mia”, perché io non ho certo mai afferrato quella colonna con grande trepidazione dopo un viaggio a piedi durato più di un anno. Non ero un uomo del medioevo, non ero un credente, e ci arrivavo in automobile. Ma anche a prescindere dalla mia mano, se non ci fossi mai stato, il solco resta, scavato nel duro marmo dalle dita di tutti quei morti. Eppure anch’io, appoggiando la mia mano su quel negativo di mano, entravo misteriosamente a far parte di un’opera d’arte collettiva. Il pensiero diventa visibile nella materia: questo è sempre prodigioso. La forza di un’idea spinse re, contadini e monaci ad appoggiare la mano proprio in quel punto della colonna, e ogni singola mano consumò una parte infinitesima di marmo durissimo, e in questo modo, proprio perché quel marmo dispariva, risultò visibile una mano…

…La Spagna è brutale, anarchica, egocentrica, crudele, la Spagna è pronta a gettarsi nel baratro per un nonnulla, è caotica e irrazionale. Ha conquistato il mondo e non ha saputo che farsene, è legata al passato medievale, arabo, ebraico e cristiano e se ne sta lì, con le sue caparbie città circondate da quegl’infiniti paesaggi deserti, come un continente che si sia attaccato all’Europa ma non è Europa. Chi ha percorso soltanto le tappe obbligate non ha visto la vera Spagna. Chi non ha mai provato a perdersi negli intricati labirinti della sua storia non conosce la terra in cui viaggia. E’ un amore per la vita, uno stupore senza fine…”

“Alhambra di Granada”
(2000)
“Sangue nell’arena di
Ronda” (2000)
“San Sebastián”
(1999)
“Entrata della Cattedrale di Santiago di Compostela” (1999)

…Lessi la Voz de Galicia, le notizie locali non mi riguardavano e che mi avrebbero riguardato se avessi abitato qui, lessi i servizi della lontana Spagna e dall’ancora più lontana Europa e sentii conversazioni di una lingua che somigliava al portoghese eppure era così diversa e mi abbandonai alla spossatezza dell’arrivo dopo un lungo viaggio, perché questo viaggio era la somma di tutti gli altri viaggi in Spagna, qualsiasi cosa avessi detto ancora della Spagna sarebbe stata diversa, il mio stupore permanente non sarebbe mai più stato descritto allo stesso modo. Ero uno straniero e lo sarei sempre rimasto, e andava bene che fosse così, ma ero diventato lo straniero che viene a riconoscere quello che già conosce, e questa era una storia diversa…

“Fronte della Cattedrale di Santiago di Compostela” (2000)
“Piazza Zocodover, Toledo” (2000)
“Monumento a Galíndez, Larrabeode” (1999)
“Ruderi di Belchite” (1999)

 

…Forse questa è proprio la malinconia più profonda del viaggiatore, che la gioia del ritorno sia sempre mista a qualcosa che è più difficile da descrivere, che quello di cui hai avuto tanta nostalgia ha continuato ad esistere anche senza di te, che per averlo veramente con te dovresti restare per sempre lì dove si trova. Ma allora dovresti diventare qualcuno che non puoi essere, quello che rimane a casa. Il vero viaggiatore vive della sua lacerazione, della tensione tra il ritrovare e l’abbandonare, e al contempo quella lacerazione è l’essenza della sua vita, non è di casa in nessun luogo. All’universo intero, in cui si muove continuamente, mancherà sempre qualcosa, è l’eterno pellegrino di quello che non c’è, della perdita, e proprio come i veri pellegrini in questa città, è in cerca di qualcosa che si trova un po’ oltre la tomba di un apostolo o la costa di Finisterre, qualcosa che gli fa cenno e resta invisibile: l’impossibile…”

brani tratti da Verso Santiago di Cees Nooteboom (U. E. Feltrinelli)


“Ingresso al mausoleo di Franco, nella Valle dei Caduti” (2000)
“Cimitero di anarchici, uccisi durante la guerra civile” (2000)
“Don Chisciotte e Rancho Panza, San Sebastián” (1999)


Libri:

Miguel De Cervantes “Don Chisciotte Della Mancia” (Bur 1981)
Luis Cernuda “L’indolente” (Bibl. Il Vascello 1995)
Álvaro Cunqueiro “Ballata delle dame e del tempo passato” (Bibl. Il Vascello 1994)
Álvaro Cunqueiro “L’arte di camminare” (Besa 1997)
Rafael Sánchez Ferroso “Elogio del lupo” (Bibl. Il Vascello 1992)
Thomas Hugh “Storia della guerra civile di Spagna” (Bur)
Ernest Hemingway “Fiesta” (Mondadori)
Ernest Hemingway “Per chi suona la campana” (Mondadori)
Manuel Vásquez Montalbán “Mari del sud” (Feltrinelli 1991)
Manuel Vásquez Montalbán “Io, Franco” (Frassinelli 1993)
Manuel Vásquez Montalbán “Galíndez” (Frassinelli 1996)
Manuel Vásquez Montalbán “Pasionaria e i suoi sette fratelli” (Frassinelli 1997)
Gorge Orwell “Omaggio alla Catalogna” (Mondadori 1993)
Víctor Ramírez “Sabbia bionda e altri racconti dalle Canarie” (Besa 1996)
Leonardo Sciascia “Ore di Spagna” foto di Ferdinando Scianna (Bompiani 2000)
“Las fuentes de la memoria” Storia fotografica e sociale della Spagna dei secoli XIX e XX (3 tomi,Lunwerg).
Pierre Christin-Enki Bilal “Le falangi dell’ordine nero” (Fabbri/Dargaud 1983)

Musica:
Barricada “Acción directa” (Dro East West 2000)
Manu Chao “Clandestino” (Virgin 1998)
Celtas Cortos “Gente impresentabile” (Dro East West 1990)
Celtas Cortos “Tranquillo majete” (Dro East West 1993)
Celtas Cortos “En estos días inciertos” (Dro East West 1996)
Sargento García “Un poquito quema’o” (Virgin 1999)
Martirio “Copias de madrugá” (SGAE 1997)
Mano Negra “Patchanka” (Virgin 1988)
Mano Negra “King of bongo” (Virgin 1991)
Mano Negra “In the hell of patchinko” (Virgin 1992)
Mano Negra “Casa babylon” (Virgin 1994)
Ketama-Toumani Diabate-José Soto “Songhai 2” (Rykodisc 1994)
Ketama “Toma!” (Mercury 1999)
Joaquín Sabina “Mentiras piadosas” (1990)
Joaquín Sabina “Fìsica y quìmica” (1992)
Joan Manuel Serrat “A Antonio Machado, poeta” (1969)
Joan Manuel Serrat “Mediterraneo” (1972)
Joan Manuel Serrat “El sur También existe” (1985)
Joan Manuel Serrat “Nadie es perfecto” (1994)

Film-documentari:
“Nel paese di Don Chiscotte” di Orson Welles (1964)
“Bilbao” di Bigas Luna (1976)
“Ay Carmela” di Carlos Saura (1983)
”Donne sull’orlo di una crisi di nervi” di Pedro Almodóvar (1988)
”Legami!” di Pedro Almodóvar (1989)
”Terra e libertà” di Ken Loach (1995)
”La prima notte della mia vita” di Miguel Albaladjeo (1999)
”Tutto su mia madre” di Pedro Almodóvar (1999)


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