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«Ho deciso di fare il fotografo...
non lo so neanche io perché: perché mi sono trovato
la fotografia addosso. Tendo a fare le foto per necessità
interiore. Comunque alla base di tutto c'è il sentimento.
Ci sono delle immmagini che mi interessano di più
perché sono formate da segni e da simboli vicini alla mia
storia di uomo, alla mia cultura. E allora cerco di rappresentarle
con più energia, con più interesse: mi identifico
con quello che faccio.
I miei occhi, la mia persona sono eccitati dalla sinuosità,
dalla dolcezza e dal vissuto. Nell'istantanea ci sono queste condizioni,
sono attimi di percezione che implicano queste condizioni che convergono.
E tu le fermi.
Nelle metropolitane ho cercato di addolcire al massimo ciò
che vedevo. Non ho cercato di fare del giornalismo crudo, delle
immagini dure o violente. All'inizio cercavo quelle immagini poi,
strada facendo, dopo Londra, mi sono reso conto che non aveva senso,
non era la strada giusta da percorrere.
La scelta del colore è stata fondamentale perché avevo
bisogno di rappresentare i colori del metallo sporco, del ferro
vissuto. Avevo bisogno di quei colori anche perché poi la
luce del neon incideva, avvolgeva i visi delle persone e dava loro
dei toni nel senso di vissuto, di vita, di difficoltà anche.
Insomma, in bianco e nero non avrei potuto farlo. Anche perché
mi piaceva il colore della pelle diversa delle persone. Mi piaceva
il profumo delle persone, gli odori anche poco piacevoli di questi
ambienti.
E il colore secondo me rappresentava meglio il tutto, era più
vicino a quello che sentivo.
La Minox è una macchina straordinaria, che ti permette di
non disturbare le persone, di essere discreto, leggero, agile, furtivo,
libero. Una grande macchina, grande. E soprattutto non sei fotografo.
E questa è la cosa più straordinaria.
La mia fotografia prende corpo - nasce - da tradizioni contadine,
di campagna; e si sviluppa nella poesia del mare d'inverno; accompagnandosi
a immagini di libertà, di emancipazione, di trasgressione
nella notte. Però, comunque, nasce dalla campagna.
Io amo questa terra, la amo con tutto il cuore. Ne amo i luoghi,
mi piacciono i luoghi. E poi mi piace tantissimo - questa terra
- perché muta in continuazione. Nulla è mai uguale
all'anno precedente, tutto è in evoluzione continua.
Più soffro e più mi affanno nella ricerca della poesia.
Più sento che dentro di me vivo situazioni di disturbo, difficili
- cose che purtroppo nella mia vita continuamente incontro - più
il mio sguardo si addolcisce. E più cerca la serenità
l'armonia delle immagini. E qualche volta le trova.»
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