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"A soli
160 Km dalla Cina continentale e a metà strada tra la Corea
e il Giappone si estende la ROC (Republic of China). Con la
conquista comunista della Cina nel 1949
il governo della Repubblica di Cina
trasferitosi a Taiwan
dette il via ad uno sviluppo economico
e commerciale che in quattro decenni ha
trasformato una regione povera nella quattordicesima potenza commerciale
mondiale ed è tra i maggiori detentori di riserve monetarie.
Uno sviluppo economico di vasta portata che ha superato
notevolmente quello della Cina continentale. Nonostante i cinesi
pensino a un'unica Cina, la storia ha
separato nettamente questi due paesi e il processo di riunificazione
sembra lungo e difficile: le differenze dei sistemi politici e di
valori e il diverso standard di vita sembrano al momento i veri ostacoli
alla riunificazione.
La ROC, dal canto suo paga un prezzo
politico assai alto: esclusa dall'O.N.U.
e con relazioni diplomatiche limitate a pochi paesi, deve
continuamente confrontarsi con un gigante come la Cina.
La maggiore tra le isole che ne fanno parte è Taiwan;
più di 21 milioni di abitanti per un
territorio grande poco meno dell'Olanda.
Una serie di dati ci fanno ben capire il fenomeno
Taiwan: è infatti al secondo
posto nel mondo per densità di popolazione con 590 persone
per kmq; un gruppo etnico maggioritario, quello Cinese
Han, è affiancato da una piccola comunità di
aborigeni.
Tra gli anni '50 e '70 il tasso di crescita economica è stato
in media del 9,1% e negli anni '80 ha raggiunto il 12,6%, da allora,
pur diminuendo, è stato sempre sopra al 6%. Il prodotto nazionale
pro capite è passato da 145$
del 1951 a 13.000$ del 1995.
Le esportazioni, soprattutto legate all'industria manifatturiera,
rappresentano la vera ricchezza di questo paese ( nel 1995 hanno raggiunto
il valore record di 111,69 miliardi di dollari). Taiwan
è al momento il secondo investitore del sud-est asiatico e
con la sua strategica posizione geografica
è diventata la via ideale di accesso all'Asia.
Nascono continuamente nuove sedi delle compagnie internazionali che
la scelgono come base operativa. E' questa la ragione per cui il governo
della ROC ha deciso di trasformare
Taiwan in un "Centro
Operativo della Regione Asia Pacifico",
questo piano reso ufficiale nel 1995 prevede una serie di interventi
di macroeconomia: ristrutturazioni nei settori più importanti,
telecomunicazioni, trasporti, mass media, produzione e finanza. Oltre
al consolidamento delle infrastrutture, il Piano prevede un'ulteriore
specializzazione della mano d'opera e la creazione di 20 parchi industriali
entro il 2000 che, con la completa liberalizzazione
dell'economia, renderanno Taiwan un
centro mondiale di grande rilievo nel panorama economico e dello sviluppo
tecnologico.
Questa lunga introduzione su Taiwan è
indispensabile per capire cos'è oggi Taipei
la capitale e come nasce una metropoli di 2,6 milioni di abitanti
dal ritmo convulso che ha visto trasformare in pochi anni le strade
fangose solcate dai risciò in strade asfaltate e linee ferroviarie
tra le più moderne del mondo.
Una città particolare che si è sviluppata negli ultimi
vent'anni secondo i criteri più avanzati dal punto di vista
architettonico e tecnologico. E' infatti solo
dal 1978 che i taiwanesi possono liberamente andare all'estero e sempre
da questa data si è dato il via alla costruzione di nuovi edifici
senza più veti. Forse proprio perché il suo sviluppo
è stato tanto veloce si è potuto
tenere saldo e per lungo tempo il legame con le tradizioni.
Se è vero che va verso il futuro a ritmo spedito, è
altresì vero che la struttura sociale della metropoli non è
stata stravolta, come è accaduto invece a Hong
Kong o a Singapore. Il cuore di Taipei
rimane cinese nonostante i segni evidenti di un'occidentalizzazione
fatta di mega stores, discoteche
e mode newyorkesi. Una metropoli caotica,
in cui si repira una cultura antichissima, che continua a assorbire
una forte immigrazione dalle campagne, uomini e donne attratti dal
un boom economico che sembra inarrestabile. Tra grattacieli di vetro
e cemento, il traffico impazzito e un numero sempre crescente di automobili,
taxi, treni e più di mezzo milione di motorini le
immagini di Marco Pesaresi
raccontano Taipei
e la raccontano con lo stile per cui si è fatto conoscere;
come nei suoi precedenti lavori, è
il paesaggio umano che lo sorprende: racconta la gente nel
suo habitat, si sofferma nei piccoli microcosmi di ciascuno e con
un uso sempre più intenso del colore ci trasmette squarci del
nostro mondo". |
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